07 giugno 2006

Le verità nascoste (1)

E’ difficile sapere cosa sia la verità, ma a volte è molto facile riconoscere una falsità. (Albert Einstein)

Gli Stati Uniti (o meglio chi li governa) sono nati sulla menzogna e di questa hanno bisogno per continuare a vivere.

Quella che si definisce la patria della democrazia ha imposto sin dalla sua nascita una Costituzione firmata da 55 persone, tutti uomini, tutti bianchi e tutti ricchi, che iniziarono il preambolo di questo importante documento con “We the People of the United States” (Noi, popolo degli Stati Uniti).

In realtà le persone bianche e ricche costituivano una piccolissima minoranza del popolo americano, ma questi signori hanno pensato bene di arrogarsi il diritto di rappresentarlo.

Nel corso della sua storia i cittadini USA e il mondo intero sono stati ingannati innumerevoli volte, come racconta uno dei maggiori storici americani, Howard Zinn:

· il presidente Polk mentì al paese sul motivo della guerra contro il Messico nel 1846. Non fu perché il Messico "sparse sangue americano sul suolo americano", ma perché Polk e l’aristocrazia schiavista volevano impadronirsi di mezzo Messico.

· il presidente McKinley nel 1898 mentì a proposito del motivo dell’invasione di Cuba, dicendo di voler liberare i Cubani dal controllo spagnolo, quando la verità era che il governo voleva che la Spagna se ne andasse per poter aprire l’isola alla United Fruit e ad altre grandi imprese americane.

· il presidente Woodrow Wilson - spesso descritto nei nostri libri di storia come un "idealista" - mentì a proposito dei motivi per partecipare alla Prima Guerra Mondiale, dicendo che era una guerra per "garantire al mondo la democrazia", mentre in realtà era una guerra per garantire il mondo alle potenze imperialiste occidentali.

· il presidente Harry Truman mentì, quando disse che la bomba atomica era stata sganciata su Hiroshima, "perché era un obiettivo militare".

· sul Vietnam mentirono tutti: Kennedy sull’ampiezza del nostro coinvolgimento, Johnson sul golfo del Tonchino, Nixon sul bombardamento segreto della Cambogia, tutti e tre sostenendo che era per mantenere il Vietnam del Sud libero dal comunismo, ma volendo in realtà fare del Vietnam del Sud un avamposto americano in Estremo Oriente.

· il presidente Reagan mentì quando invase l’isola di Grenada (90.000 abitanti), sostenendo che era una minaccia per gli Stati Uniti (281 milioni di abitanti).

· il presidente Bush senior mentì quando invase Panama e provocò la morte di migliaia di cittadini di quel paese. E mentì nuovamente sul motivo dell’attacco all’Iraq nel 1991: non per difendere l’integrità territoriale del Kuwait (è difficile immaginare che Bush sia stato mosso a compassione per le sorti del Kuwait invaso dall’Iraq), quanto piuttosto per affermare il potere Usa nel Medio Oriente ricco di petrolio.

E siamo arrivati alla menzogna finale di George Bush junior, all’inganno planetario datato 11 settembre 2001 che giorno dopo giorno, grazie all’impegno di alcuni ricercatori e al passaparola su Internet, sta venendo a galla.

E’ ormai certo che quel giorno le cose non andarono esattamente come hanno voluto far credere al mondo le autorità americane. Le incongruenze sono troppe.

Se volete saperne di più, visitate il Dossier 9-11 di Megachip.info e scaricate da Internet il film "Loose Change 2nd edition".