15 giugno 2006

Il Referendum secondo Mediaset

Fra una decina di giorni siamo chiamati alle urne per il referendum confermativo sulla legge che modifica la Parte II della Costituzione.

In questi giorni su Mediaset sta passando uno spot a dir poco scandaloso. Il messaggio, nella sostanza, dice più o meno questo: “Votando sì al referendum del 25 e 26 giugno, tra le altre riforme, il cittadino ha la possibilità di ridurre il numero dei deputati da 630 a 518 e il numero dei senatori da 315 a 252”. Nessun cenno alle altre riforme.

Lo spot informa i cittadini-ascoltatori-consumatori su una soltanto delle tantissime modifiche alla carta costituzionale, qualificando il resto in modo semplicistico come “altre riforme”.

Se il referendum vertesse unicamente su questa riforma, come ci inducono in modo subdolo a pensare le TV del ex palazzinaro milanese, probabilmente alle urne ci sarebbe un plebiscito di SI.

Il problema è che così si inganna la maggior parte degli elettori, che non hanno il tempo o la voglia di leggere nella sua interezza il testo della riforma. Se lo facessero scoprirebbero:

  • che gli articoli della Costituzione toccati dalla riforma saranno 57, su un totale di 139. Ciò significa che la riforma riguarderà ben il 40% degli articoli mentre lo spot fa riferimento a due sole modifiche;
  • che il Senato diventerà Senato Federale e sarà composto da senatori eletti in ciascuna Regione contestualmente all'elezione del rispettivo Consiglio regionale o Assemblea regionale (art 55 e 57);
  • che scompariranno i senatori a vita, sostituiti dai deputati a vita (art 59);
  • che il meccanismo di formazione delle leggi diventerà ancora più complicato e confuso (art. 70);
  • che l’iniziativa di legge popolare, attraverso la raccolta di 50 mila firme, verrà soppressa (art. 71);
  • che il Presidente della Repubblica sarà costretto a sciogliere le camere a) su richiesta del primo ministro b) in caso di morte o impedimento permanente del primo ministro c) in caso di dimissioni del primo ministro, a meno che la maggioranza non designi un nuovo Primo ministro (art. 88);
  • che il Primo ministro avrà potere di nominare e soprattutto revocare unilateralmente i ministri (art. 95);
  • che passerà alle Regioni la potestà legislativa esclusiva in materia di sanità, scuola, polizia amministrativa e locale (art. 117);
  • che ci sarà una profonda modifica delle funzioni amministrative attribuite a Comuni, Province e città metropolitane (art. 118);
  • che cesserà di esistere il referendum sulle revisioni costituzionali, qualora una legge di revisione venga approvata da ciascuna della Camere con la maggioranza dei due terzi (art. 138);
  • che tutto ciò imporrà un enorme e costoso trasferimento di beni e risorse alle Regioni e agli enti locali per garantire l’esercizio delle nuove funzioni;
  • che tutto ciò implicherà l’attribuzione di autonomia impositiva a Comuni, Provincie e Regioni.

I contenuti di questa riforma sono devastanti. Io personalmente sono disgustato che venga consentito a Mediaset di disinformare i cittadini in questo modo. Si sa, Berlusconi ha bisogno di queste riforme per tenere buona la Lega…, ma come sempre usa il suo enorme potere mediatico per ingannarci.

Qui potete trovare il testo comparato fra l'attuale testo costituzionale e quello futuribile.

Molti altri motivi per opporsi a tutto questo li trovate sul sito del Comitato promotore per il No.

Io personalmente voterò NO, i cittadini-consumatori facciano un po’ come gli pare…