12 luglio 2006

Cambio casa

Un po' per noia un po' perchè mi piace cambiare...

Da oggi in poi mi trovate qui

http://amioparere.splinder.com/

Sig. Materazzi faccia chiarezza

Le voci si rincorrono da giorni, dopo quanto avvenuto a Berlino fra Materazzi e Zidane. Cosa avrà mai detto il difensore azzurro al campione transalpino per provocare una simile reazione?

LONDRA (Times) – Materazzi ha detto a Zidane che è il figlio di una puttana terrorista. Ed ha aggiunto: intanto vai a fare in c...

LONDRA (Daily Mail) - Materazzi ce l'aveva con un familiare.

LONDRA (Independent) – Materazzi ha insultato la sorella di Zidane.

PARIGI (Reuters) - Il capitano della Francia Zinedine Zidane sembra sia stato chiamato "sporco terrorista" dal difensore italiano Marco Materazzi prima di dargli una testata al petto nella finale mondiale di ieri. Lo ha detto oggi il gruppo di attivisti SOS Racism.

BRASILE (Globo) - Materazzi avrebbe offeso due volte la sorella di Zidane, chiamandola "prostituta".

Materazzi ha smentito le varie ipotesi dicendo che "quel che e' successo lo ha visto tutto il mondo in diretta tv". E’ no caro Marco. Il mondo ha visto la testata di Zidane ma non ha visto né sentito cosa lo ha spinto a farlo.

Lui ha sicuramente sbagliato, il suo gesto è stato condannato e rimarrà una macchia nella sua storia sportiva. Bisogna riconoscere però che ciò che ha fatto lo ha fatto davanti al mondo intero, non si è nascosto, non ha agito in modo subdolo.

Lancio un appello al nostro campione: parla, racconta agli italiani e al mondo con quali esatte parole hai innescato il suo gesto. La verità prima o poi verrà a galla ma se tu anticipi i tempi e ti presenti davanti ai microfoni per raccontarla, chiedendo scusa, questo non potrà che giovare alla tua immagine e alla tua persona.

Coraggio Silvio

Notizia Ansa del 7 luglio scorso:
MILANO - Silvio Berlusconi e altri indagati nell'inchiesta Mediaset sono stati rinviati a giudizio dal gup Fabio Paparella. Con l'ex premier, fra gli altri, è stato rinviato a giudizio anche il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri. Il processo si terrà davanti al tribunale di Milano il 21 novembre prossimo.
Nell'inchiesta che riguarda la compravendita di diritti cinematografici e televisivi, il gup ha prosciolto Candia Camaggi, ex dirigente di Fininvest Service di Lugano, e Giorgio Vanoni, già funzionario di Fininvest, per prescrizione o condono. Tutti gli altri imputati, fra cui l'avvocato inglese David Mills, sono stati mandati a giudizio. Le accuse, a vario titolo, sono di falso in bilancio e frode fiscale per i fatti che riguardano gli anni 1998 e 1999, appropriazione indebita per i soli fatti del 1999, e di riciclaggio, limitatamente ad alcuni imputati.

Non sto a riportare le immancabili ed isteriche reazioni a questa notizia da parte dei suoi compari e lacchè. Ci saranno sempre, ormai sono una voce di fondo che da sempre meno fastidio.
Dico solo che stavolta l’uomo di Arcore avrebbe un’ottima occasione per dare una ripulita alla sua immagine. Non esistono più gli impedimenti collegati al suo ruolo istituzionale. Quindi si presenti alla sbarra e pretenda un processo rapido. In fondo se non è colpevole cosa ha da temere. Per una volta non ascolti i consigli del suo esercito di avvocati e si comporti da uomo.

22 giugno 2006

Padri ri-costituenti

Marco Travaglio ricorda oggi su Repubblica un’intervista rilasciata al settimanale Sette da Robertone Calderoli un paio di anni fa.

-Lei è stato uno dei "saggi della baita" per la riforma della Costituzione, con D'Onofrio, Pastore, Nania. Quanto siete stati nella baita?
"Cinque giorni".
-È stato bello?
"Era uno chalet di proprietà di amici di Tremonti. Piccolo, due stanze, un vecchio fienile, lampada a gas, bagno all'esterno".
-Tutti a dormire in due stanze?
"Dormivamo in un albergo".
-E mangiavate al ristorante?
"No, Brancher faceva la polenta".
-Come i ragazzi al campeggio.
"Mi sono divertito tantissimo, quando Bossi ha regalato i pantaloni corti di pelle alla tirolese a D'Onofrio. Ho anche le fotografie".
-Vorrei averle.
"Non gliele posso dare".
-Sono disposto a pagare.
"No, lo rovinerei".
-Com'è un cazziatone di Bossi?
"Forte. Ma gli passa immediatamente. Non porta rancore".
-L'insulto peggiore?
"L'altro giorno sull'aereo pieno di parlamentari mi ha visto e ha urlato: 'Calderoli, da quando ti ho fatto saggio ti sei rincoglionito!'. Ha riso tutto l'aereo".
(dall'intervista di Claudio Sabelli Fioretti a Roberto Calderoli, Sette, 30 ottobre 2003).

A me sinceramente vengono i brividi lungo la schiena se penso che la nostra Costituzione è passata per le sue mani, tra un bicchiere di rosso e qualche lucanica fresca…

Mediaset: stop dell'Authority


Ieri Finalmente l’Authority
per le garanzie nelle comunicazioni, è intervenuta in merito agli squallidi e ingannevoli spot Mediaset riguardanti il referendum.

A Mediaset è stato intimato lo stop alla "trasmissione di spot informativi che per la parcellizzazione e l'incompletezza delle informazioni fornite enfatizzino aspetti particolari della complessiva consultazione referendaria".

Forse era bene intervenire un po’ prima, ma comunque meglio tardi che mai…

16 giugno 2006

Teniamoli svegli

Sarà l’estate alle porte, sarà che hanno già la testa in vacanza, sarà che soffrono un po’ il caldo, sarà la solita inerzia indotta dai salotti romani, fatto sta che mi sto cominciando a preoccupare per i nostri dipendenti. Parlano molto come al solito ma è la solita cortina fumogena di esternazioni che di concreto hanno poco o nulla, se non lo scopo di farci credere che stanno facendo qualcosa e di tenerci buoni.

Comincio a temere che anche questa volta abbiano qualche interesse che gli impedirà di affrontare i temi secondo me fondamentali del conflitto di interessi e del riordino del sistema radiotelevisivo, o peggio che nascondano qualche scheletro nell’armadio che li rende ricattabili.

Per fortuna che anche il mitico Beppe li tiene sotto controllo.

E’ passata una settimana dall’incontro a Palazzo Chigi.
Il dipendente Prodi ha sicuramente avuto modo di leggere le proposte nate dalle Primarie dei Cittadini. Il nostro massimo dipendente infonde fiducia, sorride, annuisce, approva, medita, gorgoglia ed emette borbottii di condivisione. Di fronte a una catastrofe è sempre sereno. E noi, rassicurati, pensiamo ad altro.
Ma una settimana di miele è già finita e tanto rassicurato non sono più. Non che metta in discussione i fioretti di Prodi, però...
Però un numero di sottosegretari e ministri come noi non li ha neppure tutto il parlamento europeo.
Però molti ministri non sanno di cosa parlano, ma parlano tutti i giorni.
Però ricevere i vertici di Abertis e di Autostrade a Palazzo Chigi un giorno si e l’altro pure non si fa durante una trattativa in corso.
Però l’amnistia.
Però la legge sul conflitto di interessi di cui nessuno parla più, fatto strano in un governo di parolai.

Però la riforma della legge elettorale che era urgente ed ora forse.
Però il ritiro dall’Iraq che si poteva fare in una settimana e invece non si vuole offendere Bush.
Però la riforma dell’assetto radiotelevisivo che andava fatta subito e forse non si farà più.

Caro dipendente Prodi, dopo una sola settimana che ci siamo visti non mi sembra il caso di avviare alcun tipo di sanzione disciplinare, ma sono, devo dirlo, un po’ deluso.
Ma forse è un problema solo mio.

L’incontro con Prodi è stato filmato, nessuno ha ancora visto cosa è realmente successo. Ora potete saperlo, guardate i tre brani, fateli girare, ma non ditelo a nessuno.

Dipendenti, ricordatevi che VIGILIAMO

15 giugno 2006

Il Referendum secondo Mediaset

Fra una decina di giorni siamo chiamati alle urne per il referendum confermativo sulla legge che modifica la Parte II della Costituzione.

In questi giorni su Mediaset sta passando uno spot a dir poco scandaloso. Il messaggio, nella sostanza, dice più o meno questo: “Votando sì al referendum del 25 e 26 giugno, tra le altre riforme, il cittadino ha la possibilità di ridurre il numero dei deputati da 630 a 518 e il numero dei senatori da 315 a 252”. Nessun cenno alle altre riforme.

Lo spot informa i cittadini-ascoltatori-consumatori su una soltanto delle tantissime modifiche alla carta costituzionale, qualificando il resto in modo semplicistico come “altre riforme”.

Se il referendum vertesse unicamente su questa riforma, come ci inducono in modo subdolo a pensare le TV del ex palazzinaro milanese, probabilmente alle urne ci sarebbe un plebiscito di SI.

Il problema è che così si inganna la maggior parte degli elettori, che non hanno il tempo o la voglia di leggere nella sua interezza il testo della riforma. Se lo facessero scoprirebbero:

  • che gli articoli della Costituzione toccati dalla riforma saranno 57, su un totale di 139. Ciò significa che la riforma riguarderà ben il 40% degli articoli mentre lo spot fa riferimento a due sole modifiche;
  • che il Senato diventerà Senato Federale e sarà composto da senatori eletti in ciascuna Regione contestualmente all'elezione del rispettivo Consiglio regionale o Assemblea regionale (art 55 e 57);
  • che scompariranno i senatori a vita, sostituiti dai deputati a vita (art 59);
  • che il meccanismo di formazione delle leggi diventerà ancora più complicato e confuso (art. 70);
  • che l’iniziativa di legge popolare, attraverso la raccolta di 50 mila firme, verrà soppressa (art. 71);
  • che il Presidente della Repubblica sarà costretto a sciogliere le camere a) su richiesta del primo ministro b) in caso di morte o impedimento permanente del primo ministro c) in caso di dimissioni del primo ministro, a meno che la maggioranza non designi un nuovo Primo ministro (art. 88);
  • che il Primo ministro avrà potere di nominare e soprattutto revocare unilateralmente i ministri (art. 95);
  • che passerà alle Regioni la potestà legislativa esclusiva in materia di sanità, scuola, polizia amministrativa e locale (art. 117);
  • che ci sarà una profonda modifica delle funzioni amministrative attribuite a Comuni, Province e città metropolitane (art. 118);
  • che cesserà di esistere il referendum sulle revisioni costituzionali, qualora una legge di revisione venga approvata da ciascuna della Camere con la maggioranza dei due terzi (art. 138);
  • che tutto ciò imporrà un enorme e costoso trasferimento di beni e risorse alle Regioni e agli enti locali per garantire l’esercizio delle nuove funzioni;
  • che tutto ciò implicherà l’attribuzione di autonomia impositiva a Comuni, Provincie e Regioni.

I contenuti di questa riforma sono devastanti. Io personalmente sono disgustato che venga consentito a Mediaset di disinformare i cittadini in questo modo. Si sa, Berlusconi ha bisogno di queste riforme per tenere buona la Lega…, ma come sempre usa il suo enorme potere mediatico per ingannarci.

Qui potete trovare il testo comparato fra l'attuale testo costituzionale e quello futuribile.

Molti altri motivi per opporsi a tutto questo li trovate sul sito del Comitato promotore per il No.

Io personalmente voterò NO, i cittadini-consumatori facciano un po’ come gli pare…

12 giugno 2006

Le verità nascoste (2)

Nei giorni scorsi accennavo alle numerose incongruenze della versione che il governo degli Stati Uniti ha dato al mondo in merito ai fatti dell’11 settembre.

L’organizzazione ReOpen911 si batte riaprire una vera investigazione sui tragici attacchi di quel giorno. Sul sito di LuogoComune.net potete trovare un ampio e dettagliato dossier che smonta o quantomeno incrina fortemente l’idea dell’attentato islamico.

Ecco solo alcune delle incoerenze che emergerebbero da un’analisi approfondita dei fatti.

· L'FBI è stata in grado di identificare tutti e diciannove gli attentatori in meno di 48 ore, fornendo tanto di fotografia per ciascuno (per alcuni addirittura due), nonostante nessun nome arabo apparisse nelle liste passeggeri.

· Osama bin Laden ha ordito questa macchinazione infernale, la cui preparazione sarebbe durata cinque anni, a) puntando tutto sulla totale inesperienza dei suoi piloti/dirottatori, b) nonostante non avesse nessun motivo apparente per farlo, c) non abbia infatti mai rivendicato gli attentati, d) chi ne ha tratto ogni vantaggio sia stata la stessa amministrazione che lui voleva colpire, per quanto ne conoscesse a perfezione progetti geopolitici e interessi specifici.

· Quattro piloti dilettanti, che non si erano mai seduti prima ai comandi di un 757 o 767, sono stati perfettamente in grado di prenderne possesso in quota, di guidarli con sicurezza senza commettere il minimo errore, di orientarsi in cieli in cui non avevano mai volato, di ritrovare bersagli che si trovavano a centinaia di miglia di distanza, e di centrare questi ultimi con freddezza e precisione assolute.

· Nessuno degli otto piloti (due piloti e co-piloti della American, altrettanti della United) ha fatto in tempo ad azionare il segnale di emergenza che indica a terra un dirottamento in corso. Corrisponde al pulsante che gli impiegati di banca hanno a portata di mano, per segnalare alla polizia un'eventuale rapina. Questa mancata segnalazione ha permesso alle autorità di allungare considerevolmente il periodo di tempo in cui possono sostenere di "non aver capito" che si trattasse di dirottamenti.

· La difesa aerea più sofisticata del mondo è andata in stallo proprio in quelle due ore cruciali, non riuscendo in nessun modo a fermare, o anche solo ad abbordare, uno solo dei 4 aerei.

· Proprio in quelle ore, e proprio in quei cieli, era in corso un'esercitazione assolutamente identica a ciò che stava davvero avvenendo ai quattro aerei dirottati. Questo infatti ha contribuito non poco ad aumentare il già notevole disorientamento dei controllori, civili e militari, causato da una serie di ordini contraddittori di cui non si è mai conosciuta l'origine.

· Molti passeggeri hanno compiuto telefonate in volo coi loro cellulari, quando questo si è dimostrato praticamente impossibile.

· Le Torri Gemelle sono crollate per il solo impatto degli aerei, e conseguenti incendi, quando a) il progetto prevedeva chiaramente che avrebbero potuto assorbire l'impatto di un grosso jet commerciale, b) per spiegarne il crollo passivo sia necessario violentare oltre ogni limite le leggi della fisica, ignorando soprattutto le proprietà di dispersione del calore dell'acciaio, e c) i reperti visivi e le testimonianze dirette degli stessi pompieri siano pesantemente a favore della demolizione controllata.

· Un passaporto di normale cartoncino è sopravvissuto ad una esplosione a circa 800 gradi centigradi, e, guarda caso, apparteneva proprio ad uno dei dirottatori.

· Le autorità americane, che hanno voluto mostrare infinite volte l'impatto degli aerei nelle Torri, non hanno mai presentato al pubblico una sola immagine dell'aereo che si avvicinava al Pentagono, quando a) decine di telecamere avrebbero dovuto filmarlo, b) si sa per certo che di almeno due di queste i nastri siano stati sequestrati dall' FBI, e c) la mancanza dei rottami del 757 sia proprio l'elemento su cui si fondano tutte le accuse rivolte all'amministrazione.

· Il Pentagono sarebbe stato colpito da un Boeing-757 carico di passeggeri e carburante, nonostante a) alcune foto, la cui autenticità è fuori dubbio, mostrino in maniera disarmante la totale assenza dei suoi relitti. b) sulla facciata ancora integra del Pentagono risulti solo un foro di entrata di non più di tre-quattro metri, c) 20 finestre su 26 di quella facciata avessero ancora i vetri intatti, dopo l'impatto, e d) esista un foro d'uscita, di dimensioni simili, addirittura all'interno del terzo anello del Pentagono, la cui origine non è mai stata spiegata da nessuno, e che rimane a tutt'oggi assolutamente inspiegabile.

· Nonostante la totale scomparsa dell'aereo è stato possibile recuperare ed identificare i resti di quasi tutti i passeggeri, compreso quelli dei dirottatori. Ovvero, che acciaio e alluminio brucino, ma la carne umana no.

Ho voluto parlare di queste cose non per convincere qualcuno che il governo americano ci ha mentito ma semplicemente perché ritengo importante che, in merito ad un avvenimento storico e tanto drammatico, sia giusto sentire il maggiore numero possibile di versioni e solo a questo punto trarre le proprie conclusioni.

Ascoltare solo la campana di Bush e compagnia, che tutti noi abbiamo accolto sin da subito come la Verità Indiscussa (anche per colpa della gran parte dei media occidentali, che si sono inchinati e non hanno avuto il coraggio di andare a fondo) è un grave errore.

Il punto di vista ufficiale, lo dice la storia, non sempre (o quasi mai) corrisponde alla VERITÀ.

07 giugno 2006

Le verità nascoste (1)

E’ difficile sapere cosa sia la verità, ma a volte è molto facile riconoscere una falsità. (Albert Einstein)

Gli Stati Uniti (o meglio chi li governa) sono nati sulla menzogna e di questa hanno bisogno per continuare a vivere.

Quella che si definisce la patria della democrazia ha imposto sin dalla sua nascita una Costituzione firmata da 55 persone, tutti uomini, tutti bianchi e tutti ricchi, che iniziarono il preambolo di questo importante documento con “We the People of the United States” (Noi, popolo degli Stati Uniti).

In realtà le persone bianche e ricche costituivano una piccolissima minoranza del popolo americano, ma questi signori hanno pensato bene di arrogarsi il diritto di rappresentarlo.

Nel corso della sua storia i cittadini USA e il mondo intero sono stati ingannati innumerevoli volte, come racconta uno dei maggiori storici americani, Howard Zinn:

· il presidente Polk mentì al paese sul motivo della guerra contro il Messico nel 1846. Non fu perché il Messico "sparse sangue americano sul suolo americano", ma perché Polk e l’aristocrazia schiavista volevano impadronirsi di mezzo Messico.

· il presidente McKinley nel 1898 mentì a proposito del motivo dell’invasione di Cuba, dicendo di voler liberare i Cubani dal controllo spagnolo, quando la verità era che il governo voleva che la Spagna se ne andasse per poter aprire l’isola alla United Fruit e ad altre grandi imprese americane.

· il presidente Woodrow Wilson - spesso descritto nei nostri libri di storia come un "idealista" - mentì a proposito dei motivi per partecipare alla Prima Guerra Mondiale, dicendo che era una guerra per "garantire al mondo la democrazia", mentre in realtà era una guerra per garantire il mondo alle potenze imperialiste occidentali.

· il presidente Harry Truman mentì, quando disse che la bomba atomica era stata sganciata su Hiroshima, "perché era un obiettivo militare".

· sul Vietnam mentirono tutti: Kennedy sull’ampiezza del nostro coinvolgimento, Johnson sul golfo del Tonchino, Nixon sul bombardamento segreto della Cambogia, tutti e tre sostenendo che era per mantenere il Vietnam del Sud libero dal comunismo, ma volendo in realtà fare del Vietnam del Sud un avamposto americano in Estremo Oriente.

· il presidente Reagan mentì quando invase l’isola di Grenada (90.000 abitanti), sostenendo che era una minaccia per gli Stati Uniti (281 milioni di abitanti).

· il presidente Bush senior mentì quando invase Panama e provocò la morte di migliaia di cittadini di quel paese. E mentì nuovamente sul motivo dell’attacco all’Iraq nel 1991: non per difendere l’integrità territoriale del Kuwait (è difficile immaginare che Bush sia stato mosso a compassione per le sorti del Kuwait invaso dall’Iraq), quanto piuttosto per affermare il potere Usa nel Medio Oriente ricco di petrolio.

E siamo arrivati alla menzogna finale di George Bush junior, all’inganno planetario datato 11 settembre 2001 che giorno dopo giorno, grazie all’impegno di alcuni ricercatori e al passaparola su Internet, sta venendo a galla.

E’ ormai certo che quel giorno le cose non andarono esattamente come hanno voluto far credere al mondo le autorità americane. Le incongruenze sono troppe.

Se volete saperne di più, visitate il Dossier 9-11 di Megachip.info e scaricate da Internet il film "Loose Change 2nd edition".

06 giugno 2006

Conflitto d’interessi

Dal blog di Antonio Di Pietro

Molti commenti e molte lettere mi hanno ricordato che nel periodo pre elettorale ho affermato che l’eliminazione del conflitto di interessi doveva essere una delle priorità del governo di centro sinistra.
Non me ne sono dimenticato

I cittadini possono avere l’impressione che il problema non sia prioritario per il governo e forse neppure un problema in sé perché nelle tante (troppe) dichiarazioni di ministri e sottosegretari l’argomento non è stato affrontato.
Si vuole invece l’amnistia, ma i cittadini ci hanno votato perché il primo atto del governo sia l’amnistia?Non prendiamoci in giro.
Se il centro sinistra avesse dichiarato PRIMA del 9 aprile di volere l’amnistia avrebbe perso sonoramente le elezioni.
Ma noi, noi politici, a chi rispondiamo se non ai nostri elettori? Basta con gli inciuci e i tatticismi.
Il Paese ha bisogno di rinnovamento, di coraggio, di un taglio netto con il passato.
L’Italia dei Valori presenterà nelle prossime settimane una proposta di legge per risolvere il problema del conflitto di interessi. Lo farà perché nessuno possa più governare, influenzare, ingannare gli italiani utilizzando i media con finalità di propaganda politica.
Vi terrò aggiornati su questo sito sull’iter della proposta di legge, su chi la sosterrà, su chi la ostacolerà.

Appoggio in pieno gli intenti di Di Pietro sul conflitto d'interessi e spero che anche fra i suoi colleghi (e nostri dipendenti, per dirla alla Grillo) egli riesca a trovare una condivisione di intenti su questa anomalia tutta italiana.
Il mondo ci guarda e ride di noi.

Già dieci anni fa il governo aveva la possibilità di fare questa legge e poi sappiamo come è andata...

Teniamoli d’occhio e non permettiamo che accada di nuovo.